Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum 2

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updated 11:37 AM UTC, Nov 26, 2022

La formazione al centro delle nostre strutture

In questo spazio vorrei parlarvi di tre importanti sfide sulla formazione e su come realizzarle nelle diverse Circoscrizioni. In Curia generale stiamo lavorando a una commissione chiamata Commissione della perseveranza e della fedeltà, che mira a individuare quali sono le ragioni dell'abbandono dei fratelli. Prima di aver terminato questo lavoro, crediamo di avere l'intuizione di quello che dobbiamo fare per evitare che avvengano tante uscite di fratelli: sembra essere urgente rafforzare gli spazi di formazione, in ciascuna Circoscrizione, creando ambienti veramente forti, sani e che siano capaci di trasmettere il nostro carisma.

Revisione e rafforzamento degli spazi di formazione

Gli spazi formativi, che sono costituiti da fratelli in formazione e formatori, devono essere rafforzati, soprattutto nella qualità formativa dei formatori, affinché possano fornire un accompagnamento efficace, soprattutto nei due ambiti di maggiore sollecitazione in questi tempi in cui viviamo. Il primo ambito è carismatico: non siamo solo religiosi, ma siamo religiosi cappuccini e, pertanto, dobbiamo conoscere molto bene la nostra spiritualità francescana per trasmettere questi valori. Il secondo ambito è quello umano, soprattutto nel campo dell'affettività e della psicosessualità, poiché sono dimensioni su cui bisogna riflettere; è necessario ripensare quanto facciamo per crescere come religiosi nella libertà, nella capacità di amare in modo molto più universale e gratuito. In questo senso, l'obiettivo fondamentale della formazione deve essere quello di rivedere nella Circoscrizione quali spazi formativi abbiamo e come questi spazi formativi sono gestiti da frati che hanno acquisito le capacità per trasmettere i nostri valori carismatici e per accompagnare i giovani verso una sostanziale maturazione affettiva e psico-sessuale.

Binomio: strutture-fratelli

L'Ordine deve fare uno sforzo di riflessione per trovare un equilibrio tra le strutture in cui viviamo e i fratelli. Nella nostra vita è latente la frase: “sacrifichiamo sempre i fratelli per mantenere le strutture”; per questo dal Segretariato della Formazione ci sforziamo di sviluppare la “Teologia dei doni”. Nel processo di accompagnamento i formatori devono aiutare i fratelli a scoprire quali sono i loro doni, i doni che Dio ha riposto nei loro cuori: infatti, i fratelli che bussano alle porte dei nostri conventi non devono solo mantenere le strutture, ma devono poter trovare anche uno spazio per donare se stessi ed esprimere le attitudini ricevute attraverso la fraternità e il servizio pastorale. Questi doni sono spesso inclini al servizio sacerdotale e altri verso un'infinità di servizi come l'arte, la medicina, la missione, il lavoro della terra, l’aiuto i poveri, ecc. Per questo vogliamo che le Circoscrizioni sappiano dare spazi e adattarsi ai diversi doni dei fratelli, perché portino frutto e questi frutti possano essere consegnati e donati alla Chiesa e al mondo.

Questa è una delle poche esigenze che san Francesco pone alla nostra famiglia, cioè che i doni non dobbiamo essere noi ad appropriarcene; piuttosto, a noi compete donarli con gioia agli altri, come abbiamo detto, alla nostra Fraternità, alla Circoscrizione, alla Chiesa e al mondo. È importante rispettarli come se calpestassimo un suolo sacro; si tratta di quei doni che Dio - Dio stesso - ha donato a ciascuno dei fratelli e non dobbiamo chiedere sacrifici inutili e sterili per salvare strutture che, a volte, non sono opportune o necessarie.

Formazione alla pastorale cappuccina

In terzo luogo, papa Francesco nei suoi dieci anni di insegnamento, attraverso le sue due Encicliche, Laudato sii e Fratelli tutti, sta indicando a tutta la Chiesa e a noi specificamente come francescani, quali dovrebbero essere le nostre priorità pastorali. Sappiamo che tutto ciò che facciamo per le persone è molto buono, ma all'interno delle nostre priorità, dovremmo avere una maggiore sensibilità per tutto ciò che ha a che fare con i poveri, con la cura della terra, per collaborare e creare pace nei nostri Paesi, promuovendo processi e strutture di giustizia; e con uno specifico stile: lavorando insieme, come fratelli, non individualmente, cercando di non cadere nella tentazione del narcisismo pastorale. Facciamo tutti uno sforzo, leggiamo il Vangelo e con il Vangelo leggiamo la realtà per cercare di rispondere alle sfide che ci vengono presentate, spronati dai nostri valori carismatici.

La priorità nelle nostre Circoscrizioni potrebbe essere proprio questa: considerare le questioni pastorali con questo stile e, insieme ad esse, la creazione di spazi formativi sani, ricchi e forti perché il nostro carisma possa realmente radicarsi nelle nostre terre.

Ultima modifica il Venerdì, 14 Ottobre 2022 15:36